, titolo di esempio si legga almeno il suo testo postumo, e premonitorio, sulla rivoluzione russa

. Luxemburg, Senza nulla cedere alla necessità di cambiare il mondo, di salvarlo (socialismo o barbarie), senza mai cadere nei trabocchetti di una storia "progressiva, pp.552-594, 1967.

. Ma, Non sono unicamente le forze del nemico che vanno combattute e sconfitte, ma sono anche i suoi gesti e le sue ragioni, cioè gli schemi di intellegibilità attraverso cui si costruisce la sua politica. Sono, per di più, delle forze, quelle del nemico, talmente distruttive che, fin dalla Prima Guerra Mondiale, pongono la questione dell'estinzione dell'umano. Non bisogna prendere le sue armi. Il problema, per noi, oggi, diventa quello di scomporre e abbandonare il gesto del nemico. Ecco cosa intendiamo per diserzione. Ecco quanto ci insegnano alcuni rifiuti della guerra. Ecco l'esempio che ci danno poeti, artisti, rivoluzionari, innamorati che hanno abbandonato la guerra fra il 1914 e il 1918 e dopo. Queste diserzioni hanno permesso a tanti uomini e donne di sfuggire al gesto del nemico non solo in un gioco di forze (potere/contropotere, potere/resistenza, potere costituito/potere costituente), ma anche presentando il rovescio di quel gesto, il suo punto di rottura, facendo apparire la possibilità di un fuori irriducibile a questo gesto (non sparo, non esco dalla trincea, non dico signorsì, ecc.), destituendo, quindi, assolutamente il fondamento di questo gesto -allora che la caratteristica principale di questo gesto, come gesto di chi governa, è quella di avviluppare i soggetti nella credenza che non ci sia un'alternativa, una linea di pensiero che, nel moderno, andrebbe da Machiavelli fino a Lenin)

D. Spartaco, non lotta più al nostro fianco? Nel divenire-donna di Rosa Luxemburg, in quest'altra politica comunista che ella delinea, ci piace ricordare che il giovane Spartaco, secondo

A. Di-alessandria and H. Disertato, In effetti, i romani hanno l'abitudine di arruolare con la forza gli uomini dei territori conquistati nelle truppe ausiliarie del loro esercito. Così si sono comportati pure con le tribù della Tracia. Spartaco sarebbe finito anch'egli nella rete. Ma ben presto rifiuta l'obbedienza e l'esercito e abbandona il campo. Ripreso dai romani, per punizione, viene condotto a Roma per essere venduto come schiavo (Salles, p.61, 2005.

, Egli dà l'impressione che non voglia più "scontrarsi" con le legioni romane. C'è un diveniredonna nella sua "fuga

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